L’oro è da sempre un bene rifugio in quanto presenta caratteristiche che consentono di proteggere il proprio investimento anche nelle situazioni di crisi finanziaria ed economica. Infatti, a differenza di quanto accade con le obbligazioni e le azioni borsistiche, il metallo aureo mantiene il proprio valore anche in caso di tracolli in Borsa, di crac monetari oppure di forti instabilità geopolitiche, economiche e finanziarie. Al contrario, maggiore è il livello di instabilità e più la sua quotazione si rafforza. Questo fatto è dovuto alla tendenza degli investitori a rivolgersi ai beni rifugio in queste situazioni critiche, così da diversificare il proprio portafoglio e proteggere i propri investimenti. Aumentando la domanda, cresce quindi il prezzo dell’oro al grammo.

In particolare il valore del metallo giallo è legata a quello del dollaro statunitense in quanto la quotazione viene espressa in questa valuta sui mercati internazionali. Ciò avviene nonostante il fatto che il golden fixing [gold-price]venga determinato due volte al giorno presso la Borsa di Londra dal London Bullion Market. Il prezzo dell’oro è fissato alle 10:30 e alle 15:30 ora locale quando si incontrano la domanda e l’offerta, tenendo conto della situazione del mercato. Quindi la quotazione viene applicata in tempo reale da tutti gli operatori mondiali che trattano questo metallo pregiato. In genere si tende a convertire l’espressione nella valuta corrente per ragioni di praticità: quindi nell’Eurozona si opta per l’euro a grammo, nel Regno Unito per la sterlina a oncia e negli stati Uniti per il dollaro statunitense a oncia.
Bisogna tenere a mente che il golden fixing interessa soltanto le transazioni in metallo puro e solo questo è considerato un bene rifugio per investimenti. Infatti il metallo utilizzato in gioielleria e in oreficeria è costituito da leghe: si aggiungono materiali leganti per rendere il risultato finale più duraturo, però se ne diminuisce il valore. L’oro 24 carati è commercializzato sotto forma di monete, lingotti di vari pesi e formati e placchette di almeno un grammo. Ogni tipologia deve rispettare alcuni requisiti fondamentali che consentono di avere standard internazionali. I lingotti e le placchette devono avere una purezza di almeno il 99,5%, mentre le monete d’oro hanno un contenuto minimo di metallo aureo corrispondente al 90% del loro peso. Inoltre devono avere avuto o aver ancora corso legale nel Paese di emissione e non risalire a prima del 1800. Al tempo stesso il loro prezzo di vendita non può superare l’80% di quello della quantità di metallo contenuta. In Italia tutte le transazioni commerciali riguardanti l’oro da investimento e i suoi assimilati sono esenti dal pagamento dell’IVA. Inoltre la lista delle monete preziose assimilate all’oro puro è effettuata dalla Commissione Europea e aggiornata ogni anno.
Al tempo stesso nel 2000 è stata modificata la legislazione riguardante l’oro non lavorato, consentendone il possesso anche a un risparmiatore privato. I lingotti d’oro possono essere di diverse dimensioni, tuttavia il loro valore al grammo è maggiore tanto più diminuisce il peso del singolo pezzo a causa dei costi di produzione. Di conseguenza un lingotto da un chilo costa di meno rispetto a 1.000 elementi da un grammo. In genere si investe in lingotti standard da 12,5 chili, che vengono realizzati e commercializzati da Operatori Professionali in Oro. In Italia sono gli unici soggetti ad avere l’esclusiva sull’oro 24 carati/ oro puro e possono operare solo dopo aver ottenuto la certificazione dalla Banca d’Italia e rispettando stringenti requisiti.
Di solito i lingotti sono soluzioni preferite da medio-grandi investitori perché devono essere conservati in caveau accreditati all’interno del mercato riconosciuto dell’oro per non perdere il proprio status. In caso contrario devono essere sottoposti a saggiatura per verificarne la purezza. I piccoli investitori tendono a preferire le monete perché necessitano di capitali meno rilevanti per l’acquisto e si conservano più facilmente. In entrambi i casi è bene farsi consigliare da un Banco Metalli per sapere quali siano le modalità e le tempistiche più adatte per investire. Infatti il valore dell’oro fluttua molto nel breve periodo e alcune sono maggiormente apprezzate.


Può accadere di avere bisogno di liquidità e non voler chiedere un prestito per evitare di dover pagare rate e interessi per anni. In questi casi è molto più pratico vendere qualche gioiello o in alternativa un vassoio, delle posate o altri oggetti di argento massiccio, che ci è stato regalato ma non ci  piace più e giace dimenticato in fondo ad un cassetto da tempo.

Oggetti ingombranti ma comunque di valore e non vale la pena di uscire da casa per recarsi presso un Compro Oro se prima non abbiamo le idee chiare su quanto ci può fruttare l’operazione che intendiamo portare a termine. Molto più comodo rivolgersi ad un Compro Oro che disponga di un sito online.

In linea di massima, prima di vendere i propri oggetti preziosi, è consigliabile effettuare una ricerca accurata su internet per trovare la migliore quotazione di oro o argento valida per quel determinato giorno.

Per chi non conosce il mercato ricordiamo che il fixing dei metalli preziosi è comunicato a Londra, due volte ogni giorno, alla ore dieci della mattina e alle ore quindici nel pomeriggio, dal rappresentante ufficiale di un pool di Banche. Questo per quanto riguarda l’oro mentre per l’argento viene pubblicato una sola volta.

Non conviene fermarsi al primo sito visitato, anche se la quotazione riportata per oro e argento sembra molto conveniente. A volte, purtroppo, chi offre cifre troppo alte non agisce in perfetto accordo con quanto stabilito dalla legge.

Non sarà mai ripetuto abbastanza che il commercio dei metalli preziosi è soggetto a regole rigide proprio per la natura dei materiali trattati.

Meglio perdere qualche giorno in più che trovarsi nei guai per non aver seguito il giusto iter.

L’OAM Organismo degli Agenti e dei Mediatori, sul proprio sito, permette la consultazione online dell’Elenco degli Operatori professionali in Oro. Sulla pagina in questione si trovano i dati principali dei negozianti, ma è possibile accedere ad approfondimenti.

Generalmente il potenziale venditore, dovrebbe pesare il metallo prezioso che intende cedere, usando una bilancia precisa. Ricordiamo che l’oro si valuta a grammi, quindi una pesa persone non è molto attendibile, meglio una bilancia da cucina. Non dimenticare di controllare i carati, ventiquattro indicano l’oro puro, i gioielli indicativamente sono a 18 carati.

In secondo luogo effettua, come già accennato in precedenza, una ricerca su internet, tenendo conto della vicinanza alla propria abitazione, del ricavo che può ottenere e della serietà del negozio prescelto.

Per questo ultimo punto è consigliabile rivolgersi ai grandi gruppi presenti sul territorio il cui buon nome è certo senza ulteriori indagini.

La trattativa procede online, tramite la compilazione di un form e la formalizzazione di accordi tra i due contraenti, cioè chi compra e chi vende. Molto più facile a farsi di quanto possa sembrare.

Il cliente viene seguito in ogni passaggio

Il prezzo stabilito rimane fisso per un minimo di 24 ore, così che il venditore abbia modo di pensare a quello che sta facendo e decidere con calma se proseguire nella vendita o recedere.

Arrivati a questo punto le strade da poter seguire sono solamente due. La prima vede il cliente portare personalmente il proprio oro al negoziante, anche per permettere allo stesso di registrare le generalità del cedente come richiesto dalla questura e controllare l’autenticità dell’oro o dell’argento offerto e concludere in pochi minuti la compravendita.

Per alcune eccezioni è possibile prendere accordi con i Compro Oro o Banco Metalli per concludere la trattativa senza che il cliente si debba muovere da casa, ad esempio per oggetti di valore molto elevato, si potrebbe concordare il ritiro con appuntamento prefissato per la tutela della propria privacy.

Concluse le operazioni il venditore riceverà il dovuto come da accordi presi. Più facile di così!


Con la Legge di Bilancio 2017 verrà riformata la disciplina del mercato dei metalli preziosi, in particolare il D.P.R. 633/1972 articolo 17 comma 5 e la legge 7/2000 articolo 3 comma 4: si tratta di una norma che estende a tutti i metalli preziosi (ad esempio palladio, argento e platino) l’applicazione dell’inversione contabile prevista finora soltanto per l’oro da investimento e per il metallo giallo a uso industriale. Di conseguenza anche le transazioni commerciali riguardanti questi altri beni rifugio saranno esenti dal pagamento dell’IVA. Al tempo stesso la segreteria all’Industria ha predisposto insieme alla Banca centrale una legge specifica sulle attività dei compro oro che è stata avviata a breve all’iter legislativo. In questo modo viene disciplinato in maniera diversa tutto il settore riguardante la compravendita dell’oro vecchio e degli altri metalli preziosi usati sotto forma di gioielli e di oggetti di varie forme e dimensioni.

Questa nuova disciplina del mercato dei metalli preziosi si pone l’obiettivo di garantire la messa in atto di comportamenti a norma di legge delle varie attività commerciali, tutelando al tempo stesso sia i privati che decidono di alienare il proprio oro usato che il Fisco, combattendo l’evasione e il riciclaggio. Inoltre la liceità delle transazioni commerciali viene verificata attraverso il gran numero di controlli effettuati dalla Guardia di Finanza e dalle autorità di polizia competenti. Nei mesi e negli anni sono stati riportate varie volte notizie di questi accertamenti, che tuttavia hanno colpito con sanzioni più o meno gravi soprattutto i compro oro di piccole e medie dimensioni. Invece i grossi gruppi, sia i brand nazionali e internazionali diffusi su tutto il territorio che le reti in franchising con variabile ramificazione, non risultano colpiti da queste indagini in quanto, proprio per le loro caratteristiche e per la politica aziendale messa in atto, agiscono secondo normativa di legge e in maniera trasparente.
Grazie al fatto che i grandi brand di compro oro di Cagliari e Capoterra ottengono maggiori guadagni movimentando ingenti quantità di metalli preziosi queste realtà commerciali propongono alla clientela prezzi molto competitivi e allettanti e numerosi servizi aggiuntivi gratuiti. In questo modo, comparando le varie offerte e seguendo quotidianamente l’andamento del golden fixing, è possibile ottenere la maggiore quotazione possibile quando si vende il proprio oro usato. Un altro accorgimento molto utile consiste nell’usufruire del servizio Blocco prezzo online: si tratta di una soluzione messa a disposizione della clientela dai siti web di numerosi compro oro e banco metalli e che consente di proteggere la compravendita di oro vecchio dalle continue oscillazioni nel breve periodo del golden fixing. Infatti il prezzo dell’oro viene determinato presso la Borsa di Londra due volte al giorno (alle 10:30 e alle 15:00 ora locale) e quindi è applicato in tempo reale in tutto il mondo da qualunque operatore che tratti questo bene rifugio sotto qualunque forma. Di conseguenza è assolutamente frequente il ribasso oppure il rincaro della quotazione oro di alcuni centesimi nel corso della stessa giornata. Di conseguenza è possibile che quando ci si reca fisicamente in negozio per vendere i gioielli e oggetti di oreficeria il prezzo applicato sia leggermente inferiore a quello visto soltanto alcune ore prima. Per ovviare a questo problema e fornire maggiori tutele alla propria clientela molti compro oro consentono di bloccare la quotazione applicata alla propria transazione commerciale per le 24 o per le 48 ore successive. In questo modo si ha tutto il tempo per recarsi presso il punto vendita con la ricevuta che attesta la richiesta del servizio Blocco prezzo online e perfezionare la vendita.
Inoltre bisogna tenere a mente che quando si parla di oro usato si ha a che fare con leghe a base di oro: di conseguenza non si applica il golden fixing borsistico in quanto il valore si riferisce soltanto al metallo puro. Invece ogni operatore determina autonomamente la quotazione sottraendo una percentuale variabile al golden fixing. Di conseguenza comparare le varie proposte è fondamentale per ottenere la maggiore quotazione possibile.


Vendere il proprio oro usato è un’operazione estremamente facile e veloce da mettere in atto, tuttavia è necessario seguire alcuni accorgimenti basilari per poter realizzare il guadagno più alto. Per prima cosa bisogna tenere a mente che presso i compro oro è possibile vendere anche i propri gioielli rotti, non solo i monili interi e gli prodotti di oreficeria. In molti negozi è possibile vendere anche oggetti preziosi in argento. Si tratta di una soluzione molto diffusa per avere dei contanti in più per affrontare spese impreviste oppure fare nuovi acquisti: rientrano nella prima categoria improvvisi rincari nelle bollette energetiche. Invece la vendita di gioielli e oggetti di oro e argento può servire per finanziare l’acquisto di un nuovo cellulare, per pagare l’abbonamento in piscina oppure per poter rifornire il guardaroba in vista del cambio di stagione.

Per vendere ai compro oro è sufficiente presentare al commesso o all’esercente la propria carta d’identità o un altro documento valido in modo da assicurare il fatto di essere maggiorenni. Al tempo stesso serve per riportare i dati del venditore nel registro apposito e nella ricevuta di vendita. Più complesso risulta scegliere l’esercizio commerciale dove ottenere la valutazione migliore e che sia assolutamente affidabile e sicuro per quanto riguarda la transazione commerciale. Vediamo i punti da considerare:
affidabilità: nelle grandi città come Roma si ha un ventaglio di scelta più ampio, anche se le attività dove vendere il proprio oro usato sono diffuse in maniera capillare su tutto il territorio italiano. Resta comunque chiaro che nei centri più importanti la concentrazione è molto più alta e sono presenti anche negozi affiliati a brand riconosciuti. Sono questi i compro oro a cui bisogna fare riferimento, perché sono realtà commerciali di alto livello. Anche le reti di franchising sono sicure perché sono monitorate attentamente dalla società madre e devono rispettare tutta una serie di requisiti anche molto stringenti;
operatori professionali: si consiglia di rivolgersi a uno degli operatori professionali nel settore dell’oro che sono iscritti all’albo della Banca d’Italia. In questa lista sono presenti pochi compro oro, dato che su migliaia di negozi presenti in Italia ne sono registrati soltanto 400. Questi operatori devono essere società, mentre i soci e i dipendenti rispondono agli stessi requisiti di onorabilità e rispettabilità previste all’inyerno della normativa per le banche e gli istituti di credito. Per sapere quali siano i compro oro iscritti all’albo è sufficiente andare sull’apposita pagina del sito ufficiale della Banca d’Italia ed effettuare la ricerca per città oppure per ragione sociale. In questo modo si può effettuare una ricerca più o meno mirata;
prezzi applicati: quando si decide di monetizzare il proprio oro usato è necessario controllare quale sia la quotazione offerta rispetto all’attuale prezzo del metallo prezioso sulla Borsa di Londra. Inoltre bisogna tenere a mente che il suo valore varia anche di alcuni centesimi durante la giornata: infatti il fixing dell’oro, cioè il suo prezzo, viene determinato due volte al giorno (la mattina e il pomeriggio). Si consiglia di non fidarsi di valutazioni troppo alte, che non hanno attinenza con la realtà borsistica per due fattori diversi: da un lato ogni compro oro deve affrontare delle spese per conservare e fondere l’oro usato;
metallo puro e leghe: il prezzo in Borsa si riferisce al metallo puro, mentre i gioielli e gli oggetti di oreficeria sono in lega. Infatti il materiale aureo è troppo duttile per essere utilizzato allo stato puro e di conseguenza è necessario aggiungere leganti che lo rendino più resistente. Per questo motivo si parla di oro 18 oppure 14 carati a seconda della percentuale di metallo prezioso contenuta, rispettivamente 75% e 50%. Ciò vale anche per l’argento, ma in questo caso il contenuto di metallo pregiato è 925, 850 e 800 parti su 1000. Ovviamente una lega dove il contenuto di oro o di argento è maggiore ha un valore più alto; per questo bisogna considerare quale sia il titolo del pezzo da vendere.


L’oro, il metallo più prezioso: di color giallo, raro, duttile e malleabile. Conosciuto fin dal Neolitico come attestano scoperte archeologiche in Egitto, Grecia ed Etruria. Era impiegato per oggetti di uso personale, mobili, oggetti per la casa ed anche per la realizzazione dei primi lingotti. Venne usato per la coniazione di monete in Egitto, Siria, Grecia e dagli imperatori romani e bizantini. Nel Medioevo fu sostituito dall’argento. A seguito della scoperta dell’America e di nuovi giacimenti aumentò la produzione fino ad arrivare a quella che viene definita l’età dell’oro che portò ad usare l’oro per la coniazione delle monete nella maggior parte dei Paesi. Dopo la prima guerra mondiale e la crisi del 1929 si ebbe un forte ribasso del prezzo dell’oro che spinse gli Stati ad abbandonare il Gold Standard. Le banche centrali sono ancora dotate di riserve auree in modo da garantire le valute.

Dal 1919, la Borsa di Londra fissa un prezzo ufficiale due volte al giorno: il fixing. L’oro viene quotato al grammo o all’oncia troy (che corrisponde a 31,1035 grammi). Sono cinque i mercati più importanti per lo scambio dell’oro, il cosiddetto “Club of Five”: Samuel Montagu, Rothschild, Sharps Pixley, Mocatta & Goldsmith e Johnson Matthey.

Dal 1968 le oscillazioni del prezzo dell’oro sono numerose: nel 2011 viene venduto a 1900 dollari all’oncia.

L’oro è considerato un bene rifugio, ovvero a difesa del capitale, data la stabilità del suo valore rispetto all’andamento dei mercati. Proprio per questo motivo, era ed è ancora in uso regalare oro o meglio gioielli e monete per le nascite, le comunioni e ricorrenze importanti. Si stima che gli italiani abbiano in casa e nelle cassette di sicurezza tra i 100 e i 200 grammi per ognuno, che moltiplicati per i 60 milioni di abitanti della nostra penisola…

 

L’oro è un metallo molto morbido e quindi non può essere quasi mai usato allo stato puro ma viene legato ad altri metalli come l’argento o il rame. Il titolo delle leghe viene indicato in carati o in millesimi:

 

24 carati = oro 999% (presente soltanto sottoforma di lingotti)
22 carati = oro 916% (monete, ad esempio la sterlina)
21 carati = oro 900% (monete)
18 carati = oro 750% (gioielli, lingotti o gettoni d’oro delle vincite televisive)
14 carati = oro 585% (gioielli diffusi principalmente negli Stati Uniti e nel Nord-Africa)
9 carati = oro 333% (gioielli, molto diffusi in Inghilterra, e leghe dentali)

 

L’oreficeria viene creata, in genere, con la lega formata da 750/1000 parti di oro e 250/1000 di altri metalli in modo da rendere più resistente all’usura del tempo l’oggetto. In base all’utilizzo di un metallo piuttosto che un altro, si ottengono diverse colorazioni del gioiello:

 

  • L’oro giallo viene prodotto con 750 parti di oro, 120 parti di argento e dalle 130 alle 180 parti di rame;
  • L’oro rosso viene prodotto con 750 parti di oro, 45 parti di argento e 205 parti di rame;
  • L’oro bianco viene prodotto con 750 parti di oro e 250 parti di nichel, argento o palladio. E’ inoltre ricoperto da un sottile strato di rodio che ne garantisce la lucentezza ma con il tempo tende a sparire;
  • L’oro rosa è prodotto con 750 parti di oro, 50 o 65 parti di argento e 205 parti di rame;
  • L’oro blu è una lega di oro e ferro che grazie ad un procedimento termico dona la colorazione azzurrina;
  • L’oro verde viene prodotto con 750 parti di oro, 125 parti di argento e 125 parti di rame.

 

MONETE

Oltre all’oreficeria, possono essere acquistate e vendute anche monete d’oro, di diversi stati e di differenti pesi e carature. Di seguito una breve guida sulle monete più comuni:

 

  • Sterlina: durante il regno di Giorgio III il parlamento decise nel 1816 di adottare il gold standard e di abbandonare l’argento per la coniazione delle monete. Un anno dopo venne introdotta la sterlina con un peso di 7.98 grammi ed un titolo di 22 carati (916/1000). Da una parte veniva impressa il ritratto del re e dall’altra viene raffigurato San Giorgio che uccide il drago.
  • Marengo: è una moneta da 20 franchi introdotta da Napoleone nel 1801 e fu prodotta dal 1803 al 1815. Ha un peso di 6,45 grammi e un titolo di 20 carati (900 millesimi). Sulle monete veniva raffigurato lo stemma di Napoleone Bonaparte e dopo la sua caduta, il nome Marengo venne utilizzato per le monete con lo stesso valore dell’unione, come ad esempio le 20 lire italiane sulle quali era raffigurato Vittorio Emanuele II.
  • Krugerrand: questa moneta fu la prima a contenere un’oncia di oro fino. E’ ancora un legale mezzo di pagamento in Sudafrica e fu coniata per la prima volta nel 1967. Da una parte della moneta è raffigurato Paul Kruger (politico di fine Ottocento dal quale deriva il nome) e dall’altra parte una gazzella, simbolo del Sudafrica. Pesa 33.93 grammi ed ha un titolo di 22 carati (916/1000).
  • 50 Pesos Messico: emessa nel 1921 per il centenario dell’indipendenza del Messico, pesa 41.66 grammi ed ha un titolo di 20 carati (900/1000). Sulla moneta sono raffigurati, da un lato la Rappresentazione di Vittoria di Samotracia, e dall’altro un’aquila su un cactus con un serpente stretto nel becco.
  • 20 Dollari St. Gaudens: realizzata dallo scultore Augustus St. Gaudens su richiesta del presidente Theodore Roosvelt, questa moneta pesa 33,43 grammi ed ha un titolo di 20 carati (900/1000). Al dritto della moneta è raffigurata la Libertà con il sole che sorge alle sue spalle. Al rovescio viene rappresentata un’aquila che vola verso il sole. Nel bordo della moneta sono incise 64 stelle.
  • 100 Corone 1915: la Corona venne introdotta nel 1892 quando l’Impero Austro-Ungarico decise di adottare il gold standard. Il peso di questa moneta è di 33,87 grammi ed ha un titolo di 20 carati (900/1000). Da un lato è raffigurato l’imperatore Francesco Giuseppe di profilo e dall’altro lato è raffigurata l’aquila imperiale.
  • 50 Dollari Maple Leaf – Canada: i 50 dollari canadesi vengono coniati nel 1979. Da un lato è raffigurata la foglia d’acero simbolo del Canada e dall’altra parte il volto di Elisabetta II, di profilo e con corona. Pesa 31,10 grammi ed ha un titolo di 24 carati.
  • Nugget: coniata nel 1986 dalla Corporation Gold, società del governo. Un effetto bicolore del disegno sabbiato è una caratteristica che rende la moneta molto particolare. Su queste monete vengono raffigurate, da una parte l’effige di Elisabetta II e dall’altra, ad ogni conio, una figura di diversi canguri. Pesa 31,10 grammi ed ha titolo 22 carati.

L’oro sta perdendo smalto e a metà settimana scendeva sotto i livelli di apertura di quest’anno, ad una quotazione minima di 1.817 dollari per oncia. Non è quello che vorremmo sentirci dire in un contesto ancora di alta inflazione. Il metallo è considerato in cinque millenni di storia il “safe asset” per eccellenza, unico sempre capace in ogni luogo e in tutti i tempi di difendere il potere di acquisto. Qualcosa sta andando, però, storto di recente. Ed è proprio questo l’aspetto che indagheremo in questo articolo. Prima di tutto, dobbiamo premettere che l’oro sui mercati internazionali è quotato in dollari. Quando il dollaro si rafforza, a parità di prezzo, il metallo diventa più caro. Ciò ne colpisce la domanda. Viceversa, quando il dollaro cede terreno verso le altre principali valute mondiali. Ebbene, il record fu toccato a inizio maggio, quando l’oro superò i 2.050 dollari. Da allora, il calo è stato del 6,5%. In valore assoluto, circa -230 dollari. In questi cinque mesi, il dollaro ha segnato un trend rialzista, rafforzandosi in media del 5,5%.
Rendimenti bond deprimono metallo.

Non è tutto. Il T-bond a 10 anni degli Stati Uniti, un “benchmark” mondiale per il mercato obbligazionario, ha visto salire il rendimento dal 3,40% a sopra il 3,80%. Il boom rende meno appetibile l’oro, che è un asset senza cedola. Chi investe in esso, dovrà accontentarsi di maturare un possibile guadagno solo all’atto del suo disinvestimento. Pertanto, quando le cedole dei bond lievitano, la propensione ad investire in oro si riduce. D’altra parte, i rendimenti obbligazionari stanno esplodendo per via dell’aumento dei tassi di interesse da parte delle principali banche centrali. Tra inizio maggio e oggi, la Federal Reserve ha ritoccato il costo del denaro di un altro 0,50%, portandolo al 5,50%, livello massimo sin dal 2001. L’inflazione stessa negli Stati Uniti, pur in rialzo negli ultimi due mesi, è scesa dal 4,9% di aprile al 3,7%. In termini reali, i tassi FED sono così lievitati dallo 0,10% all’1,30%. Discorso analogo per i rendimenti, anche facendo riferimento alle aspettative d’inflazione a medio-lungo termine, rimaste sostanzialmente stabili e intorno al 2,20% da inizio maggio ad oggi.

Oro affondato da super dollaro e tassi alti
Insomma, non sembra un buon momento per l’oro, sebbene il sistema delle banche centrali stia proseguendo in acquisti massicci di lingotti. In Asia, c’è il serio tentativo di allentare la dipendenza dal dollaro, rimpiazzandolo con questo asset millenario. Per il momento la strategia non sembra pagare, se è vero che ad apprezzarsi sia proprio il biglietto verde, mentre a deprezzarsi sia l’oro. La FED prospetta un altro aumento dei tassi entro fine anno. L’economia americana continua a crescere, il mercato del lavoro resta in piena occupazione e l’inflazione sopra il target del 2%. Ci sarebbero tutte le condizioni per continuare la stretta monetaria, anche semplicemente per mettere nella cassetta degli attrezzi quante più munizioni possibili per quando serviranno. Un po’ lo scopo delle altre banche centrali dopo un lungo decennio di tassi a zero o negativi. Uno scenario che non può offrire sostegno all’oro, anche perché spianerebbe la strada a una recessione globale, a sua volta capace di tirare giù l’inflazione.


L’ oro, il cui nome e il cui simbolo derivano dal latino aurum, è probabilmente il primo metallo scoperto dall’uomo già nella preistoria.
L’oro è circa 8 volte più pesante della roccia di quarzo a cui è comunemente associato quando l’oro si trova in forma di roccia dura.

Si trova allo stato nativo, spesso accompagnato da una frazione di argento (compresa tra l’8% e il 10%), sotto forma di electron (oro e argento naturale).
Stato della materiasolido
Punto di fusione1 337,33 K (1 064,18 °C))
Punto di ebollizione3 081 K (2 808 °C)
Volume molare1,021×10⁻⁵ m³/mol
Entalpia di vaporizzazione334,4 kJ/mol
Calore di fusione12,55 kJ/mol
Tensione di vapore2,37×10⁻⁴ Pa a 1 337 K
Velocità del suono1740 m/s a 293,15 K


Valore dell’oro: prezzo in aumento, ecco il dato ufficiale
Anche oggi la situazione pur essendo mutata rispetto al passato, resta comunque legata in modo importante all’oro, risorsa che è maggiormente disponibile ed allo stesso tempo meno “totalitaria” rispetto al passato, ma che rimane di primo piano.

Il valore viene infatti influenzato da tantissimi fattori, come quelli di tipo sociale, politico ed economico, oltre alla tradizionale richiesta del mercato.

In linea di massima, il valore corrisponde ad una fase di crisi delle altre risorse ad esempio in caso di disillusione economica delle valute economiche influenti, come possono essere quelle delle grandi nazioni.

Nel corso di poco più di 2 anni il valore dell’oro è aumentato molto, superando nel corso dei primi mesi del 2023 la soglia dei 1900 dollari per oncia (l’oncia troy corrisponde all’unità di misura “basilare” per metalli e gemme di valore, che corrisponde a 1 oncia = 31,1034768 grammi), fino a superare la soglia dei 2000 euro.

Le previsioni per l’inizio dell’estate 2023 incentivate da una forma di paura della recessione di diversi paesi dal punto di vista economico, ha portato ad una vera e propria “paura” da parte dei mercati, al punto che un colosso come Goldman Sachs ha iniziato a sviluppare alcune proiezioni, sia molto ottimistiche nei riguardi di chi decide di puntare sull’oro, ma anche meno ottimistiche.

Le prime evidenziano una possibile nuova soglia dei 3000 dollari entro la fine del 2023, una più realistica prevede un nuovo picco intorno ai 2200 dollari.


La Sardegna è una terra ricca di tradizioni e cultura, e questo si riflette anche nei suoi gioielli. L’isola è famosa per la sua produzione di gioielli in oro, argento , conosciuti in tutto il mondo per la loro bellezza e qualità. In questo articolo scopriremo insieme i meravigliosi gioielli sardi, che racchiudono in sé la tradizione, la maestria e la modernità.

Scopri i gioielli sardi: un tesoro d’oro, argento e compro oro!

La Sardegna è nota per la qualità dei suoi materiali preziosi, che vengono utilizzati per creare magnifici gioielli. L’oro sardo è unico al mondo: si tratta di un’oro rosso, molto diverso dall’oro giallo, che conferisce ai gioielli un aspetto molto particolare. Tra i gioielli più famosi ci sono i tradizionali filigrane, lavorati a mano da abili artigiani, le spille e le fibule, ma anche i moderni braccialetti e orecchini, sempre realizzati con cura e passione.

Non meno importanti sono i gioielli in argento, che rappresentano una tradizione secolare dell’isola. Anche in questo caso, la maestria degli artigiani locali si esprime in opere di grande bellezza e originalità. Tra i gioielli in argento più famosi troviamo le maschere sarde, i ciondoli a forma di cuore, ma anche gli anelli e le collane, realizzati con pietre dure come il corallo e l’ambra.

Infine, non possiamo dimenticare il compro oro, un’attività molto diffusa in Sardegna, dove si possono acquistare e vendere gioielli usati. In questo modo è possibile trovare vere e proprie occasioni, acquistando gioielli antichi o particolari a prezzi molto convenienti.

La bellezza dei gioielli sardi: tradizione, maestria, modernità!

La bellezza dei gioielli sardi deriva dalla perfetta combinazione tra tradizione, maestria e modernità. La tradizione sarda si esprime nei motivi e nei simboli utilizzati per decorare i gioielli, che raccontano la storia e la cultura dell’isola. La maestria degli artigiani locali, invece, si esprime nella lavorazione a mano dei gioielli, che richiede grande abilità e pazienza. Infine, la modernità si esprime nei design innovativi e nelle tecniche di lavorazione all’avanguardia.

In Sardegna è possibile trovare gioielli per tutti i gusti e le tasche, dai più tradizionali ai più moderni, dai più preziosi ai più economici. Ogni gioiello è una piccola opera d’arte, che racchiude in sé la bellezza e la storia di un’isola meravigliosa, ricca di tradizioni e fascino. Scoprire i gioielli sardi significa entrare in contatto con una cultura millenaria e con una maestria artigianale unica al mondo.

In questo articolo abbiamo scoperto insieme i meravigliosi gioielli sardi, che rappresentano un tesoro d’oro, argento e compro oro. Grazie alla loro bellezza e qualità, i gioielli sardi sono conosciuti in tutto il mondo e rappresentano un simbolo della cultura e della tradizione dell’isola. Se siete appassionati di gioielli e di cultura, non potete perdere l’occasione di scoprire i gioielli sardi, un vero e proprio scrigno di tesori.


La Sardegna è un’isola ricca di storia, cultura e tradizioni che affascinano i visitatori da tutto il mondo. In questo articolo vi parleremo di alcune delle più importanti e caratteristiche tradizioni sarde, tra musica, gastronomia, artigianato e feste popolari.

La musica sarda è una delle espressioni più antiche e originali della cultura dell’isola. Tra i vari stili di canto, il più noto è il cantu a tenore, una forma di polifonia vocale eseguita da quattro uomini che imitano i versi degli animali. Il cantu a tenore è stato riconosciuto come patrimonio orale e immateriale dell’umanità dall’UNESCO nel 2005.

La gastronomia sarda è basata su ingredienti semplici e genuini, derivati dalla tradizione pastorale, contadina e marinara. Tra i piatti tipici spiccano il pane carasau, una sfoglia croccante e sottile che si può mangiare da sola o condita con olio, sale e rosmarino; il porceddu, un maialino arrostito allo spiedo; i malloreddus, dei gnocchetti di semola conditi con sugo di salsiccia e pecorino; il pecorino sardo, un formaggio stagionato dal sapore intenso; i seadas, dei dolci fritti ripieni di formaggio e miele.

L’artigianato sardo è un altro elemento distintivo della cultura dell’isola. Le tecniche di lavorazione sono tramandate da generazioni e si riflettono nei motivi decorativi che richiamano simboli antichi. Tra le produzioni più famose ci sono i tessuti, realizzati con telai manuali e colorati con tinture naturali; i coltelli, forgiati con acciaio e legno; le ceramiche, decorate con smalti e figure geometriche o zoomorfe; i gioielli, in oro o argento e impreziositi da filigrane e pietre preziose.

Le feste popolari sono l’occasione per celebrare la religiosità e la socialità della Sardegna. Durante queste manifestazioni si possono ammirare gli abiti tradizionali, vari da zona a zona e ricchi di dettagli e colori; le danze, come il ballo sardo o la sartiglia; le processioni, come quella di Sant’Efisio a Cagliari o la Cavalcata di Sassari; i giochi, come il palio dell’Assunta a Fonni o la corsa degli scalzi a Cabras.

Queste sono solo alcune delle tradizioni sarde che rendono questa terra unica e affascinante. Vi invitiamo a scoprirle tutte visitando la Sardegna e immergendovi nella sua cultura millenaria.


La filigrana sarda è una tecnica orafa che consiste nell’intrecciare fili sottili e attorcigliati di oro o argento, creando motivi geometrici, floreali o zoomorfi. Questa tecnica ha origini antichissime e si è diffusa in Sardegna grazie ai contatti con le civiltà del Mediterraneo orientale.

La filigrana sarda è usata per realizzare gioielli tipici della tradizione isolana, come anelli, orecchini, collane, bracciali, spille e pendenti. Ogni gioiello ha un significato simbolico e una funzione sociale, legata al costume, alla religione o alla cultura di appartenenza. I gioielli in filigrana sarda sono considerati opere d’arte e testimoniano la maestria e la creatività degli orafi sardi.

In questo articolo vi parleremo di alcuni esempi di gioielli in filigrana sarda, descrivendone le caratteristiche, la storia e il valore.

– La fede sarda: è un anello in oro o argento con una fascia centrale decorata con piccole sfere (grani) che rappresentano i chicchi di grano, simbolo di fertilità e prosperità. La fede sarda è usata come anello nuziale o come regalo d’amore. Secondo una leggenda, le prime fedi sarde furono create dalle Janas, le fate sarde, che intrecciavano fili d’oro per unire i destini degli innamorati.
– Il bottone: è un orecchino a forma di disco con una bordura dentellata e un motivo centrale a spirale o a stella. Il bottone è il gioiello più diffuso tra le donne sarde e fa parte del costume tradizionale. Il bottone simboleggia il sole, fonte di vita e di luce, e la sua forma richiama quella delle monete antiche, segno di ricchezza e di prestigio.
– La croce: è un pendente a forma di croce con quattro bracci uguali decorati con filigrana e pietre preziose o semipreziose (corallo, turchese, granato, perla). La croce è un gioiello religioso che esprime la fede cristiana e la devozione verso i santi protettori. La croce è indossata sia dagli uomini che dalle donne, spesso appesa a una catena o a un nastro.
– Il rosario: è una collana composta da una serie di grani (di solito 59) intervallati da medaglie raffiguranti i misteri della vita di Gesù e della Madonna. Il rosario è usato per la preghiera e per la meditazione, ma anche come ornamento. Il rosario in filigrana sarda è realizzato con fili d’oro o d’argento che formano dei grani a forma di cuore o di fiore.
– La spilla: è un fermaglio a forma di fiore o di foglia con una base in metallo e una parte superiore in filigrana e pietre colorate. La spilla è usata per fermare il velo o lo scialle che copre la testa delle donne sarde, ma anche per abbellire il corpetto o il grembiule del costume. La spilla esprime l’eleganza e il gusto della donna che la indossa.

Questi sono solo alcuni esempi di gioielli in filigrana sarda, ma ce ne sono molti altri che meritano di essere scoperti e apprezzati. Se volete acquistare un gioiello in filigrana sarda originale e di qualità, vi consigliamo di rivolgervi a laboratori orafi artigianali che realizzano le loro creazioni a mano, seguendo le antiche tecniche e i disegni tradizionali.


Gioielli

– I gioielli sono oggetti ornamentali indossati per abbellire il corpo o il viso. Possono essere realizzati in vari materiali, come oro, argento, platino, perle, gemme, cristalli, ecc.
– I gioielli possono avere diversi significati simbolici, come espressione di amore, fidanzamento, amicizia, fede, appartenenza, status, ricchezza, ecc.
– I gioielli possono essere classificati in base al tipo, alla forma, allo stile, al materiale, al colore, alla collezione, al brand, ecc. Alcuni esempi di tipi di gioielli sono: collane, orecchini, anelli, bracciali, ciondoli, orologi, ecc.
– I gioielli possono essere acquistati in negozi fisici o online. Alcuni esempi di brand famosi di gioielli sono: Tiffany & Co., Stroili Oro, Swarovski, Pandora, Comete Gioielli, Facco Gioielli, Trimi Gioielli, ecc.
– I gioielli possono essere scelti in base al proprio gusto personale, al proprio stile, al proprio budget, all’occasione da celebrare, alla persona da omaggiare, ecc. Alcuni consigli per scegliere i gioielli sono: provare prima di acquistare, confrontare le opzioni disponibili, verificare la qualità e la garanzia dei prodotti, chiedere consiglio a un esperto o a una persona di fiducia, ecc.


I gioielli sono accessori che possono valorizzare il nostro look e la nostra personalità, ma anche comunicare il nostro stato d’animo, il nostro stile e le nostre emozioni. Ma come scegliere i gioielli giusti per ogni occasione? Ecco alcuni consigli per non sbagliare.

– Per il lavoro: se lavori in un ambiente formale o hai un ruolo di responsabilità, opta per gioielli sobri ed eleganti, che non siano troppo vistosi o rumorosi. Ad esempio, puoi indossare una collana delicata, un paio di orecchini a perno o a lobo, un anello discreto o un bracciale sottile. Evita i gioielli troppo appariscenti, colorati o con pietre preziose, che potrebbero essere interpretati come segno di ostentazione o distrazione. Se invece lavori in un ambiente creativo o informale, puoi osare di più con gioielli originali, divertenti o personalizzati, che esprimano la tua fantasia e il tuo carattere. Ad esempio, puoi indossare una collana con un ciondolo particolare, un paio di orecchini a cerchio o pendenti, un anello vistoso o un bracciale con charms. Evita i gioielli troppo ingombranti, pesanti o che possano intralciare le tue attività.

– Per il tempo libero: se vuoi rilassarti e divertirti nel tuo tempo libero, puoi scegliere i gioielli che più ti piacciono e che si abbinano al tuo outfit e al tuo umore. Puoi indossare gioielli colorati, luminosi, fantasiosi o anche provocatori, che attirino l’attenzione e ti facciano sentire bene. Ad esempio, puoi indossare una collana con pietre colorate, un paio di orecchini con cristalli Swarovski, un anello con una gemma di colore o un bracciale con perle. Evita i gioielli troppo preziosi, delicati o che possano rovinarsi facilmente.

– Per una serata speciale: se hai in programma una serata speciale con il tuo partner, con gli amici o per un evento importante, puoi scegliere i gioielli che più ti valorizzano e che si adattano al tipo di occasione. Puoi indossare gioielli raffinati, sofisticati, eleganti o anche seducenti, che esaltino la tua bellezza e il tuo fascino. Ad esempio, puoi indossare una collana con un pendente prezioso, un paio di orecchini con diamanti, un anello con una perla coltivata o un bracciale con zaffiri. Evita i gioielli troppo semplici, casual o che possano sminuire il tuo look.

Spero che questi consigli ti siano stati utili per scegliere i gioielli giusti per ogni occasione. Ricorda che i gioielli sono una forma di espressione personale e che devono riflettere la tua personalità e il tuo gusto. Non aver paura di sperimentare e di creare il tuo stile unico!


Se hai dell’oro usato che vuoi vendere, potresti chiederti qual è il momento migliore per farlo. Vendere oro usato può essere un modo per ottenere un guadagno extra o per liberarsi di oggetti che non usi più. Tuttavia, non è sempre facile capire quando conviene vendere l’oro e a chi rivolgersi per avere una valutazione corretta e trasparente.

In questo post, ti daremo alcuni consigli su come e quando vendere oro usato, basandoci sulle informazioni che abbiamo trovato sul web . Speriamo che ti siano utili per fare la scelta giusta e ottenere il massimo dal tuo oro.

Come vendere oro usato

Prima di tutto, devi sapere che esistono due tipi principali di oro che puoi vendere: l’oro usato e l’oro da investimento. L’oro usato è quello sotto forma di gioielli, mentre l’oro da investimento è quello sotto forma di lingotti o monete. Questi due tipi di oro hanno delle differenze sia dal punto di vista della purezza che dal punto di vista fiscale.

L’oro usato non è mai puro al 100%, ma ha un titolo che indica la percentuale di oro presente nella lega. Il titolo più comune è 18 kt o 750, che significa che su 1000 parti di metallo, 750 sono di oro e le altre sono di altri metalli. L’oro usato è soggetto a IVA quando lo acquisti, ma non devi pagare nessuna tassa quando lo vendi, se non conservare il documento di vendita ai fini dell’antiriciclaggio.

L’oro da investimento invece deve avere una purezza superiore ai 995 millesimi se è sotto forma di lingotto e superiore ai 900 millesimi se è sotto forma di moneta. Inoltre, le monete devono essere state coniate dopo il 1800, aver avuto corso legale nel paese di origine e avere un prezzo che non superi dell’80% il valore dell’oro sul mercato libero. L’oro da investimento è esente da IVA quando lo acquisti, ma devi pagare una tassa del 26% sulla plusvalenza (la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto) quando lo vendi.

Per vendere oro usato o da investimento, devi rivolgerti a un operatore autorizzato dalla Banca d’Italia, che possa garantirti una valutazione corretta e sicura. Puoi scegliere tra diverse opzioni, come i compro oro, le banche, le gioiellerie o i siti online specializzati. Ogni opzione ha dei pro e dei contro, quindi devi valutare bene in base alle tue esigenze e alle tue preferenze.

Quando vendere oro usato

Dopo aver capito come vendere oro usato, devi decidere quando farlo. Questo dipende da due fattori: il prezzo dell’oro e la tua necessità. Il prezzo dell’oro varia ogni giorno in base alla domanda e all’offerta sul mercato internazionale e ai fattori geopolitici ed economici che influenzano la fiducia degli investitori. Puoi consultare il grafico dell’andamento dei prezzi dell’oro sul nostro sito per avere un’idea della tendenza attuale.

In generale, si può dire che il prezzo dell’oro tende a salire nei periodi di crisi e di incertezza economica, quando gli investitori cercano una forma di risparmio sicura e stabile. Al contrario, il prezzo dell’oro tende a scendere nei periodi di crescita e di ottimismo economico, quando gli investitori preferiscono altre forme di investimento più redditizie e rischiose.

Tuttavia, non esiste un momento perfetto per vendere l’oro, perché il mercato è imprevedibile e può cambiare da un giorno all’altro.


Compro oro Cagliari è il tuo negozio di fiducia per vendere i tuoi gioielli usati o rotti. Ti offriamo il miglior prezzo del mercato e la massima serietà. Ma non solo: se vuoi divertirti un po’, puoi anche partecipare al nostro gioco a premi. Basta portare il tuo oro e indovinare il suo peso esatto. Se ci riesci, ti valutiamo l’oro ad un euro in piu’. Se sbagli, ti consoliamo con una fetta di formaggio sardo. Che aspetti? Vieni a trovarci e scopri quanto vale il tuo oro… e la tua fortuna!